La poesia
a cura di Maria Antonietta Izzinosa
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Saffo - L'ode del sublime
È questa l'ode più celebre di Saffo, detta "sublime" perché tramandata dall'autore del Sublime
come esempio di alta poesia. La poetessa dimostra subito la sua capacità nel saper accostare e fondere
gli elementi più opportuni nei momento che più lo richiedono. Molti termini dei quali si compone l'ode,
possono esser fatti risalire ad Omero, di cui non fa, però, una pedissequa imitazione .Il primo periodo
dell'ode è incentrato tutto sulla gioia dell'innamorato nel veder felice la sua donna, spettacolo che
sconvolge Saffo. Contrappone infatti, alla tranquillità dell'uomo di fronte alla fanciulla, il suo
mortale turbamento, annotando, poi, le sofferenze d'amore che Saffo sente dentro di sé: : "subito
la lingua mi si blocca,/ un fuoco sottile scorre sotto la pelle/i miei occhi /non vedono più nulla,/le
orecchie rimbombano,/il sudore mi bagna,/e tremore tutta mi prende".
Quando si leggeva l'ode in chiave autobiografica, tutto era visto come uno sfogo di gelosia di Saffo
in persona; oggi, invece, che non è più l'autobiografia i termini in cui racchiudere l'ode, sorgono
dei problemi, in quanto si è incerti a quale delle occasioni comunitarie assegnarla. E' probabile che
si tratti di uno dei carmi d'addio, di congedo, per una delle compagne del tìaso che va in sposa.
Saffo
La lirica monodica e la poesia soggettiva trovarono la loro espressione più aulica in Saffo:nacque ad
Ereso, città dell'isola di Lesbo sulla costa sud-occidentale, forse intorno al 630 a.C. Visse a
Mitilene, ma secondo quanto attesta il Marmor Parium, andò in esilio in Sicilia tra il 604 595, per
questioni politiche. Sposò un uomo ricchissimo, da cui ebbe una figlia, Cleide. La tradizione vuole
Saffo una donna poco bella; Alceo, però, ce la ricorda in modo diverso"Saffo divina dai capelli viola,
dal riso di miele" .E' la stessa tradizione, a cui non si può dar troppo affidamento, che ci tramanda
la poetessa non amante degli uomini, questa concezione, quasi sicuramente errata, è forse dovuta al
modo in cui Saffo tratta la passione. Ella "ama"anche le donne, le donne del tìaso, ma è chiaramente
un amore diverso, si potrebbe definire, piuttosto, un affetto quasi materno. Si narra che morì suicida,
dopo essersi gettata dalla rupe Lèucade, a causa del rifiuto amoroso del traghettatore Faone.
La vita della poetessa si svolge tutta nell'ambito del tìaso, dove un gruppo di fanciulle si recavano
dopo l'infanzia per restarvi fino alle nozze. Lì, una donna( nel nostro caso la poetessa di Lesbo), le
educava al canto, alla danza, al culto del bello.La passione amorosa è stata in Saffo causa di sfacelo
fisico. ."Scuote amore mio il cuore/come vento nei monti si abbatte su querce/Ecco che Amore di
nuovo/mi dà tormento; Amore che scioglie le membra,/ Amore dolce e amaro/ fiera sottile e invincibile…"
(da dolce-amaro).
Ma per Saffo, nonostante tutto, l'amore è la cosa più bella che vi sia nella vita.
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Buona lettura
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L'ode del sublime (Trad. di Clorinda Lovisi)
Mi sembra simile agli dei
Quell'uomo che siede avanti a te e ti ascolta
Mentre parli e dolcemente sorridi;
e questo fa balzare il mio cuore nel petto,
non appena alzo il mio sguardo verso di te,
anche per un momento solo, nulla più di voce mi giunge
subito la lingua mi si blocca,
un fuoco sottile scorre sotto la pelle
più nessuna cosa vedo con gli occhi
le orecchie rimbombano,
il sudore mi bagna,
e tremore tutta mi prende,
sono più verde dell'erba,
sembro di poco lontana alla morte.
Saffo
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