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La poesia
a cura di Maria Antonietta Izzinosa

Salvatore Quasimodo


A parlare è un siciliano che vive a Milano, Quasimodo, ormai stabilitosi nell'Italia settentrionale, ripensa al suo sud lontano, ricorda la sua cara Sicilia.
Sono anni in cui l'antica "questione meridionale" si ripropone con urgenza.
Il Poeta non è sicuro di voler ritornare nella sua terra, perché lì troverebbe disonestà, miseria e criminalità, il suo è uno sfogo chiaro: "….più nessuno mi riporterà nel Sud"
Sono sentimenti carichi di contraddizioni, dalle sue parole emerge nostalgia e sdegno, amore e dolore, caldi ricordi e profonda rabbia per quella che è stata e sarà sempre la sua terra: "…il mio assurdo contrappunto di dolcezze e di furori, un lamento d'amore senza amore"
In "Lamento per il Sud" esprime un concetto amaro: la situazione siciliana è irrecuperabile.
Il suo è un pianto sincero per quella terra che nonostante tutto rimane piena di fascino,è un duro grido di rabbia per quel caldo sole siciliano ormai offuscato dal gelido agire umano, è quindi inutile, per il Nostro, ritornare in quel Sud "…stanco di solitudine, stanco di catene…"

Salvatore Quasimodo(1901-1968), collaboratore delle maggiori riviste letterarie del ventennio("Letteratura"e "Corrente"), insegnante di italiano presso il Conservatorio di musica di Milano, premio Nobel per la poesia nel '59, fu autore di alcuni volumi di versi che lo portarono alla notorietà.
Poeta malinconico e nostalgico, fresco e felice traduttore di lirici greci.
Influenzato dalla poesia greca appunto, riusciva ad isolare la parola nel suo più alto significato, tanto che alcune fra le sue liriche divennero l'esempio emblematico della poesia ermetica di quegli anni.
Ricordiamo "Ed è subito sera", ma anche "Vento a Tindari".
Il cambiamento arrivò negli anni successivi alla guerra, l'amara esperienza di quel periodo e l'adesione alle lotte sociali lo portarono a rivolgere lo sguardo verso una poesia epica e corale. Il suo obiettivo era quello di farsi portavoce della sofferta condizione umana e dei disagi dell'epoca.
È in questa prospettiva che vediamo nascere le successive raccolte:"Giorno dopo giorno", "La vita non è sogno", "Il falso e vero verde","La terra impareggiabile","Dare e avere".
Negli ultimi anni della sua vita continua la attività di traduttore e riceverà la laurea honoris causa dall'Università di Messina nel 1960 e da quella di Oxford nel 1967.

Visitate il sito di Salvatore Quasimodo http://www.quasimodo.it

Buona lettura
LAMENTO PER IL SUD

      
La luna rossa, il vento, il tuo colore 
di donna del Nord, la distesa di neve... 
Il mio cuore è ormai su queste praterie, 
in queste acque annuvolate dalle nebbie. 
Ho dimenticato il mare, la grave 
conchiglia soffiata dai pastori siciliani, 
le cantilene dei carri lungo le strade 
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie, 
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru 
nell'aria dei verdi altipiani 
per le terre e i fiumi della Lombardia. 
Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria. 
Più nessuno mi porterà nel Sud. 

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti 
in riva alle paludi di malaria, 
è stanco di solitudine, stanco di catene, 
è stanco nella sua bocca 
delle bestemmie di tutte le razze 
che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi, 
che hanno bevuto il sangue del suo cuore. 
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle, 
mangiano fiori d'acacia lungo le piste 
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse. 
Più nessuno mi porterà nel Sud. 

E questa sera carica d'inverno 
è ancora nostra, e qui ripeto a te 
il mio assurdo contrappunto 
di dolcezze e di furori, 
un lamento d'amore senza amore. 


                           


                      Salvatore Quasimodo



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