Netverbum
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Net Verbum
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Questo sito interNet è dedicato all'essenza della comunicazione umana: il 'Verbum', cioè
la parola calata nei suoi contesti più consueti e intensi dal punto di vista emotivo:
la poesia,
la lettura
e la
riflessione.
Queste pagine web nascono dalla mia passione per la lettura e la letteratura, e sono a
disposizione di chiunque condivida questi interessi.
Buona navigazione.
Giuseppe Izzinosa
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La Poesia
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Fra gli usi più 'forti' della parola, vi è la scrittura in versi.
Che sia in rima, che non lo sia, che appartenga ad una canzone, o
che sia allineata in un contesto ritmico rigorosamente assoggettato alla metrica, essa
diventa emozione. Obbliga alla riflessione e all'analisi. Scatena la capacità di
astrazione, che sempre più l'inondazione di immagini tende a soffocare.
Per questo Netverbum propone una poesia ogni mese. A volte si tratta di odi in senso stretto,
qualche volta di canzoni. A questo proposito è interessante la considerazione che
Ivano Fossati fa nel suo libro 'Carte da decifrare'
(Einaudi tascabili - Stile Libero) quando, a pagina 52 dice:
La vera poesia non ha bisogno di musica perché i veri poeti sanno benissimo quanto spendono
di sé a fare in modo che la loro opera abbia già una musica interna.
Poche righe prima Fossati introduce questo concetto indicando la difficoltà di fare un'opera
'assoluta' dal punto di vista musicale e da quello poetico in quanto, note e versi, devono
cercare continuamente un faticoso punto di intesa. A volte questo riesce dando vita ad
autentici capolavori, altre volte no. Per cui le due cose restano separate.
Prendendo atto di questa considerazione che, provenendo da un artista di alto rango quale è
Ivano Fossati, non posso però fare a meno di cercare delle eccezioni che producono appunto
quei capolavori. Infatti in Netverbum hanno trovato spazio Piero Ciampi e Carlos Jobim, due
esempi credo di felice incontro della poesia e della musica.
Ma il rapporto fra la parola scritta e quella recitata (in musica o no) non finisce qui.
Infatti la lettura della poesia è molto complessa. Recitare dei versi significa
assegnargli una chiave di lettura. Vuol dire spiegare, intepretare. Allungare i tempi
aggiunge solennità, accorciarli conferisce leggerezza. Gestire i versi fuori dalla metrica
è un altro arbitrio che può confondere il lettore. Umberto Eco nelle 'Postille a
IL NOME DELLA ROSA' osserva: Pensate come sono insopportabili quei poeti recitati da attori
che, per 'interpretare', non rispettano la misura del verso, fanno degli 'enjambements' recitativi
come se parlassero in prosa, stanno dietro al contenuto e non al ritmo.
Netverbum.it propone la poesia come strumento di comprensione del mondo e delle persone
attraverso le emozioni dei poeti. Quanto più questo passaggio sarà affidato alla sensibilità
del lettore, tanto più il poeta avrà colto nel segno.
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La Lettura
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I libri sono dei cari amici e invecchiano con noi. Non cambiano mai col tempo e in essi
spesso, dopo tanti anni, ci ritroviamo come eravamo al tempo in cui li avevamo letti la
prima volta. Essi diventano parte di noi e con noi invecchiano donandoci saggezza,
cultura e sensibilità. Elementi essenziali questi per poter poi scrivere e farlo bene.
Il noto politologo e saggista Giovanni Sartori sostiene, nel suo libro 'Homo Videns'
(edizioni Laterza), che la parola scritta ha il potere, innato nell'Uomo, di stimolare
la nostra capacità di astrazione. Dunque se si scrive, ad esempio, il termine 'bottiglia',
ciascuno penserà ad un recipiente, che nel proprio bagaglio di esperienze corrisponde ad una
bottiglia, potrà essere vuota, piena, colorata, di forme varie, ma comunque quella parola
scritta avrà suscitato un'immagine nella fantasia di chi l'avrà letta. Immaginiamo
il concetto esteso a soggetti di più ampio respiro quali città, nazioni, società, deserti,
praterie, pianeti, stelle ecc. ebbene ciò che riusciamo ad astrarre è semplicemente
straordinario, sia perché è pura creatività, sia perché è sempre diverso da persona a
persona. L'immagine, continua Sartori, ha relegato la parola a puro commento di ciò che passa
sul video. Questa tendenza ora è rallentata (se non proprio invertita) dal Web che, sebbene
faccia uso di immagini, ancora deve passare attraverso quel meraviglioso "collo di bottiglia"
(come lo avete immaginato?) che è la parola.
Leggere è dunque interpretare, distinguere, decifrare e dedurre,
compiere cioè il processo fondamentale della comunicazione che passa per le tre fasi
essenziali che sono: la premessa, l'analisi e la conclusione. La collocazione appropriata
di questi tre passaggi è fondamentale in qualsiasi contesto, anche per sostenere una semplice
opinione. Del resto le nostre idee nascono dalla capacità umana di interpretare il mondo che
ci circonda, traendone le debite conclusioni in base alle quali possiamo poi compiere le
nostre scelte. Ecco perché l'attento uso della parola, che ci permette di esprimere
compiutamente le nostre convinzioni, assume un'importanza decisiva nel nostro rapportarci
con gli altri.
La lettura in Netverbum.it è proposta nella rubrica
'Il libro del mese'.
Non si tratta di recensioni (non ne avrei né titolo né capacità), ma di impressioni che un
libro mi ha lasciato e che ho piacere di proporre ogni mese ai navigatori.
Si possono vedere i libri proposti nei mesi precedenti nella sezione relativa dal titolo
'libriproposti'
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La Riflessione
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Il terzo cardine su cui poggia Netverbum.it è la riflessione.
Leonardo Sicascia nel libro "Una storia semplice" (Adelphi ed.) spiega, attraverso il
personaggio di un professore di lettere, che a scuola non si studia l'italiano perché è
l'ITALIANO, ma per il "ragionamento".
Questa considerazione ci porta a dedurre che la parola non è solo linguaggio ed identità etnica,
ma anche strumento evolutivo, capace cioè di favorire la capacità di valutare, costruire un
ragionamento razionale, riflettere.
In questo sito, la riflessione è dedicata ad un tema doloroso e sempre attuale. La Memoria.
Perché questo tema? Perché è un tema estremo. Nel Lager nazista emergono tutti i limiti e le
capacità di un uomo: i bisogni sono (come diceva Primo Levi) "al disotto della cintola", e le
possibilità di sopravvivenza di un ingegnere dipendono dalla sua capacità di curare i calli,
un pazzo scatenato invece è perfettamente a suo agio e tutta la debolezza umana emerge dal
racconto di Primo Levi "Se Questo è un Uomo". Si tratta in realtà di un'analisi sociologica.
Tutta l'opera è una riflessione su quel tempo (ma anche sul nostro) e sull'uomo.
Sul testo condussi un'analisi strutturale nel 1998 in occasione di un esame.
Questo lavoro è a disposizione di chiunque la trovi utile ad una sua ricerca o approfondimento
sul tema.
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