L'ultimo libro di Primo Levi. Forse il più sofferto, sicuramente uno dei più belli, se non forse
il più bello. Bello e amaro. Con una profondità analitica, che pochi come Levi posseggono, egli approfondisce
a quarant'anni di distanza (il libro fu pubblicato alla fine del 1986, pochi mesi prima della morte, avvenuta il
17 aprile del 1987) il tema del lager rivisitandolo con considerazioni nuove. Uscito fisicamente dal problema,
ora a tanti anni distanza, lo riaffronta con l'acutezza e la prespicacia che gli erano consuete.
Una delle considerazioni di partenza, in modo particolare impone una riflessione profonda sulla vera
entità morale della Shoah: i testimoni sono coloro che, per una infinità di cause più o meno fortuite,
si sono salvati. Ma i veri testimoni, quelli che invece sarebbero stati i più accreditati a parlare
dell'orrore, sono i sommersi. Cioè i morti. Coloro che non sono tornati. Ai sopravvissuti spetta dunque
il compito di parlare in vece loro, e ovviamente questa sarà solo una parte, seppure enorme e ampia,
di quello che è stato lo sterminio nazista.
Con quest'atto di umiltà Primo Levi ritorna su un tema così amaro e spinoso, dando la cifra
della profondità delle considerazioni che seguono nel libro.
Levi affronta con lucidità e onestà anche la zona grigia, cioè quell'area
torbida in cui si trovava chi si salvava collaborando o essendo privilegiato. Argomento questo altamente rischioso per
chi è tornato dal lager, tema pregno di rimorsi, di sospetti, di dolore. Una sofferenza che ha portato
molti reduci al suicidio, (vedi la Sequenza 81 del sesto capitolo
e le conclusioni
dell'analisi strutturale di 'Se questo è un Uomo' nella sezione
Memoria di Netverbum).
'I sommersi e i salvati' è anche il titolo del nono capitolo di 'Se questo è un uomo' e che doveva
esserne il titolo originale.
Un libro molto "invernale", richiede molto tempo per riflettere ed il buio della sera che comincia presto
è un buon compagno.
La lettura cade nel mese di gennaio in cui si celebra il 27 "il giorno della memoria" nell'anniversario
della liberazione dal campo di sterminio di Auschwitz.
Buona lettura
|