Ritorna Giovanni Sartori sulle pagine di Netverbum. Il libro che avevo consigliato in precedenza
era La Democrazia cosa è proposto nel numero di Aprile - Maggio 2001.
Questo libro invece parla del nostro tempo, lo ha fatto qualche anno fa, ma il tema è sempre attuale.
In esso troviamo spiegato ed approfondito il prinicipio dell'astrazione generata nell'ascoltatore e nel
lettore, ma schiacciata nello spettatore. Il lavoro del celebre politologo toscano è un'analisi
disincantata di una società sempre più cinica e superficiale, che un certo tipo di televisione ha
abituato ad accontentarsi di credere di sapere ciò che avviene solo perché ha visto le immagini.
Poco importa del contesto di quelle immagini, poco importa della capacità di discernimento, si badi non
dovuta ad una sorta di deficenza mentale quanto ad una mancanza di completezza dell'informazione, da
parte di chi vede e deduce.
Ma questo libro è anche un richiamo alla classe politica ed alle sue responsabilità. A cosa serve votare
qualcuno che è, o si ritiene che sia, preparato a gestire la Cosa Pubbica quando poi costui ci porta al
referendum, che ha come scopo la scelta. Quali elementi, quali competenze possiede il cittadino comune per
votare sì o no in merito a leggi così complesse che talvolta intere consulte non sono in grado di dirimere?
Leggere questo libro porterà a porsi delle domande. È un lavoro che crea inquietudine sul futuro ma
anche sul presente. Ma ci riporta con in piedi per terra, lontani dall'ubriacatura di media e tecnologia
che, sebbene utili e a volte indispensabili, se non usati correttamente possono far pericolosamente addormentare
la Ragione.
Buona lettura
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