Il primo maggio è la festa del lavoro. Dunque perché non dedicare il libro del mese a questo tema?
La chiave a stella è un omaggio al lavoro che Primo Levi volle fare nel 1978. In esso si raccontano
le avventure di Faussone, operaio specializzato, in giro per il mondo. Storie che l'autore ha raccolto
dalla sua esperienza di tecnico chimico ma anche dai racconti che gli operai gli facevano di ritorno
dalle loro trasferte in ogni parte del globo.
La lettura, leggera e piacevole, è resa ancora più interessante dall'uso accorto del linguaggio del protagonista che
è quello della Torino operaia degli anni settanta. Un italiano immediato, semplice ma allo stesso tempo ricco di
capacità di astrazione.
Fare le cose per bene con amore per il proprio lavoro è un tema ricorrente in Primo Levi. Infatti ne
parla anche nel suo ultimo libro I sommersi e i salvati dove spiega che ad Auschwitz Lorenzo, colui che
col suo coraggio quotidiano lo salvò (vedi sequenza 88 Numero 8),
sebbene fosse costretto a lavorare per i nazisti che certo non amava, faceva il suo lavoro con precisione, con puntiglio.
Questo concetto emerge in un passo commovente de La chiave a stella:
«Siamo rimasti d'accordo su quanto di buono abbiamo in comune [Lui e Faussone ndr]. Sul vantaggio di potersi misurare, del non dipendere
da altri nel misurarsi, dello specchiarsi nella propria opera. Sul piacere di veder crescere la
tua creatura, piastra su piastra, bullone su bullone, solida, necessaria, simmetrica e adatta allo scopo,
e dopo finita la riguardi e pensi che forse vivrà più
a lungo di te, e forse servirà a qualcuno che tu non conosci e
che non ti conosce. Magari potrai tornare a guardarla da vecchio, e ti sembra bella, e non importa poi
tanto se sembra bella solo a te, e puoi dire a te stesso "forse un altro non ci sarebbe riuscito"».
Buona lettura
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