Beh! Stavolta ci sono andato pesante vero?
Eppure erano anni che mi intrigava leggere quest'opera, più che altro per capire
cos'avesse da dire Tolstoj in due volumi di oltre ottocento pagine l'uno.
E l'ho scoperto. Questo libro parla di me, di noi, di voi, di tutti. Della storia,
dei personaggi che l'hanno fatta e di quelli che l'hanno subita, parla, dice ma
soprattutto insegna.
Traccia finalmente una linea di demarcazione fra ciò che si crede che la storia sia
e ciò che la storia è. E allora appaiono ovvi i comportamenti e le decisioni dei
personaggi che "fanno" solo apparentemente la storia. In realtà tutto si muove
indipendentemente dalla loro volontà ma essi ne sanno cogliere gli aspetti da
condizionare e gestire, al punto da apparire essi stessi autori di quegli eventi.
E dunque non fu tattica il ritiro russo davanti all'avanzata napoleonica, ma l'unica
cosa fattibile, e le truppe francesi non invasero Mosca, ma essa "le assorbì come la
sabbia assorbe l'acqua", e l'incendio di Mosca fu veramente voluto dalle truppe
francesi?
I personaggi e le loro storie sono gli strumenti di cui l'autore si serve per
dimostrare tutto questo.
Guerra e Pace è uno dei più bei romanzi storici e, assieme ai Promessi Sposi, si
colloca ai vertici del pensiero umano, ed è davvero un privilegio poter dire di
averlo letto.
In un anno (tanto è durata la lettura di quest'opera) ho imparato più cose sulle
persone e sulla storia che in tutti gli anni di scuola.
I concetti espressi dal Tolstoj si ritrovano in altri grandi pensatori del nostro
tempo, in "destra e sinistra" di Norberto Bobbio ma anche in "le due libertà" di
Luciano Violante. Indipendentemente dalla loro collocazione politica, questi
intellettuali hanno ben colto il senso di questo libro e ne hanno reso attuali
le valutazioni, pur sempre valide anche ai giorni nostri.
Buona lettura
|